Oltre 500.000 visualizzazioni in meno di tre giorni dalla sua pubblicazione e già l’adrenalina alle stelle in vista della quinta edizione del Festival internazionale del fumetto e della cultura pop!

Grazie alle vostre condivisioni e ai vostri Mi piace, tra facebook e il nostro sito ufficiale, il Manifesto 2015 è diventato virale.

Cultura Pop, internazionalità e sicilianità, tutto in un’unica immagine, realizzata in base a nostre precise indicazioni artistiche e a tempo di record, dal vulcanico e dissacratorio Don Alemanno, coadiuvato dai colori del grande Sergio Algozzino.

Oggi incontriamo il buon Don, in esclusiva per voi, amici di Etna Comics, che ogni anno tornate sempre più numerosi ad affollare il Centro Fieristico Le Ciminiere.

L’autore del Manifesto 2015 si racconta a tutto tondo, in un’intervista che vi riproponiamo integralmente, tutta da leggere e da gustare, come l’attesa per la nuova edizione della kermesse, sempre più vicina.

Don, sei protagonista di un vero e proprio fenomeno culturale che sta spopolando. Qual è la tua forza?

La mia forza sta probabilmente nel fatto che non ho paura di dire ciò che voglio e ho trovato la chiave giusta per farlo. Non lo dico con presunzione, però magari ci sono riuscito meglio di altri o prima di altri, senza intaccare la morale, senza puntare sull’offesa al sentimento religioso, ma insinuando dei dubbi sui dogmi della Chiesa.

Qualcuno però, magari qualche fervido credente, storce la bocca e qualche critica l’hai dovuta subire…

Ovviamente. Jenus nasce nel febbraio 2012 e il giorno dopo c’erano già i detrattori. All’inizio, avendo pochi fans su facebook, riuscivano a farmi bannare tutte le vignette! Adesso per fortuna ho una pagina con un vasto seguito e non accade più.

Il Don “bambino” sognava questo per il suo futuro da “grande”?

Assolutamente no. Mai desiderato diventare un fumettista, né posso dire di aver avuto una passione sfegatata per i fumetti. Faccio quello che faccio perché mi ci sono trovato ma non ho mai avuto un’ispirazione in tal senso. Ho fatto un miliardo di cose nella mia vita e oggi posso dire che quelle in cui ho avuto un maggior “riscontro” sono state quelle nelle quali non ho avuto alcuna preparazione “accademica” e cioè musica e fumetti!

Ti senti in qualche modo un predestinato?

No, io non credo ad un destino già scritto. Ognuno se lo costruisce da sé. Se poi ho un estro è perché sono nato così, in grado di “percepire cosa c’è nell’aria”, riuscendo successivamente a trasferire delle percezioni in messaggi chiari, che però esistono già. Sono solo un mezzo, uno strumento. Tutto sta lì, nel riuscire a captare e poi a tradurre!

Come hai capito che era il momento di fare il salto da facebook  al mondo dell’editoria?

In realtà me l’hanno fatto capire. Hanno iniziato a contattarmi diverse case editrici “minori”, facendomi però la classica proposta che si farebbe ad un autore che parte da zero, io invece avevo già un certo seguito e a quel punto anche un “potere contrattuale” più elevato che mi ha portato a non accettare nessuna di quelle offerte ma a capire di essere “appetibile”. Con questa consapevolezza, ho iniziato ad inviare brochures a varie case editrici e tutte mi hanno risposto, ma alla fine solo Magic Press non mi ha posto paletti né chiesto di cambiare qualcosa nel mio modo di lavorare!

I tragici fatti di Parigi, con la strage di Charlie Hebdo, hanno scosso il mondo. Come ti sei sentito?

In quei giorni sono stato parecchio male, conoscevo Charlie Hebdo (il giornale satirico la cui sede è stata oggetto di attacco terroristico lo scorso 7 gennaio, ndr) anche se non ne sono mai stato fan. La loro satira segue uno schema che non mi appartiene. Loro la fanno in risposta ad una proibizione, per questo disegnano Maometto, io colpisco invece i dogmi, come quello della verginità della Madonna, la metto in discussione. Ma per empatia, quando ho saputo della strage, ho accusato il colpo e sono stato piuttosto male, prendendo però coscienza di tante cose. Mi sono preso, per esempio, la briga di studiare per capire quanto sia forte l’ingerenza dell’Islam sulla nostra cultura e per questo motivo nel nuovo libro di Pillole ho messo il tutorial  “Come disegnare Maometto senza offendere i musulmani”.

Veniamo al Manifesto di Etna Comics 2015, di cui sei autore. Quest’anno ti è stato affidato un compito di particolare importanza…

Senza dubbio, per me è stato un onore! Per affinità culturale e “isolana” sono legatissimo alla Sicilia, che ho visitato più volte, sia per partecipare a manifestazioni fumettistiche, che per trovare l’ispirazione quando volevo scrivere. E poi con il “Santo Patrono” Antonio Mannino (direttore del festival, ndr) ho uno splendido rapporto, lo reputo un fratello, e proprio per questo, con il Manifesto, ho provato a fare molto più di ciò che avrei fatto per me stesso… Nei miei disegni non metto tantissimo impegno, anzi, a volte mi rompo anche le b…., nel Manifesto invece ho messo un’energia e una cura nei particolari che di solito non metto! Se non ci fosse Jenus nessuno capirebbe che è di Don Alemanno!

Raccontacelo…

Ho voluto inserire elementi di sicilianità che evidenziassero le forti radici locali della manifestazione, inserendo però anche caratteristiche che esprimessero l’internazionalità del festival. Ho vissuto Etna Comics e quando vai a pranzo o a cena con gli altri ospiti, la Sicilia la percepisci, percepisci l’Etna, il folk locale… Ecco perché ho voluto esaltare questo connubio “locale-internazionale”.

Come definiresti il Manifesto in una sola parola?

Vulcanico, esplosivo! Come siete voi del resto… L’idea dell’esplosione del Vulcano è vincente!

Un messaggio per i fans che ti aspettano alla quinta edizione di Etna Comics?

Certo! Ragazzi, la prossima volta che mi portate la birra in dono, non mettetevi a fare la fila con gli altri, scavalcatela, avvicinatevi dai lati… col caldo che c’è si riscalda e a me piace fredda!

Valentina Mammino
Non riesco a ricordare un momento della mia infanzia che non sia stato accompagnato da una delle tante canzoni di Cristina D’Avena, che tante volte da bambina ho sognato di incontrare. Sono cresciuta con gli anime giapponesi degli anni ‘80, in particolare Holly e Benji, che mi ha trasmesso una passione smisurata per il calcio, di cui mi occupo ancora oggi che sono diventata giornalista. Oltre a curare l’Ufficio Stampa di Etna Comics, lavoro per l’emittente televisiva Sestarete, dove negli anni ho condotto diverse trasmissioni dedicate al Catania, gestendo al tempo stesso il tg sport. Sono anche vicedirettore della testata giornalistica sportiva online Itasportpress.it